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Sono sempre in ritardo. Perché?

“Non importa quanto mi sforzi, sono in ogni caso costantemente in ritardo!”, “Cerco di uscire di casa presto, ma sono comunque sempre l’ultimo ad arrivare a lavoro”, “Qualunque faccio, sono sempre in ritardo, lo sanno tutti”, “Sono sempre di corsa e di fretta, ma sono ancora in ritardo!”

Ti suona familiare? Moltissime persone si lamentano di essere costantemente in ritardo. Tutti possono rimanere bloccati in un ascensore o in un ingorgo. Sono cose che, occasionalmente, possono capitare ad ognuno di noi. Ma qui stiamo parlando di ritardi sistematici, che sembrano fuori dal tuo controllo (in realtà, dipende da te, ovviamente) e possono rovinarti parecchio la vita.

Col passare del tempo, questo diventa, praticamente, un tratto caratteriale (non il migliore, dobbiamo dirlo) e il numero di problemi che provoca cresce esponenzialmente.

Le persone non amano molto i ritardatari cronici. Anche se nel complesso sei una persona responsabile, arrivare regolarmente in ritardo ti dà l’immagine di un soggetto disordinato su cui non si può fare affidamento. Non è una cosa particolarmente bella, vero?

Molto probabilmente sei già consapevole di essere così. Ma, allora, perché succede?

Motivo 1. Semplicemente, non ci vuoi andare.

Se non sei in ritardo per l’aereo che ti porterà in vacanza su un’isola da sogno, o per il concerto del tuo artista preferito, ma per un lavoro monotono, una riunione noiosa o per il dentista, allora, molto probabilmente, è questo il motivo.

Arrivando in ritardo in queste situazioni, cerchi di evitare le emozioni spiacevoli del momento: irritazione, rabbia, noia, ansia o paura. E, sebbene, a lungo termine, questo non solo non aiuti, ma dia anche spazio a nuove emozioni spiacevoli, può ancora esserci una resistenza inconscia.

Motivo 2. Incapacità di stimare il tempo.

“Sì, ho tempo”, “C’è ancora un sacco di tempo!”, “Mi bastano 15 minuti per lavarmi i capelli, truccarmi e fare colazione”.

Motivo 3. “Mi stanno aspettando, significa che sono importante”.

Se pensi che il fatto che le persone ti aspettino significa che ti amino o ti rispettino, allora essere in ritardo potrebbe essere una conseguenza di questa convinzione illusoria.

Motivo 4. “Arriverò in ritardo, e allora?”

“Aspetteranno, non è un problema”, “Le persone importanti sono in ritardo perché hanno cose importanti da fare”, “Ho soltanto bisogno di più tempo, cosa c’è di sbagliato?”

Anche la mancanza di rispetto per gli altri e il riconoscimento dell’importanza soltanto dei propri bisogni può essere una motivazione nascosta. Pensi che il mondo dovrebbe girare intorno a te? Questo può causare molti problemi nelle relazioni con altre persone.

Motivo 5. Incapacità di negarsi le piccole cose

“Resterò a letto per altri due minuti”, “Guarderò il film, poi mi preparerò velocemente”, “Giocherò ancora un altro po’ a questo videogioco, è così interessante e spassoso!”.

Alla fine, perdi drammaticamente la cognizione del tempo, corri dietro all’autobus e ti rimproveri (“Dannazione, in ritardo come sempre! Come una tartaruga! Di nuovo! Sentirai adesso il capo!”).

Concedersi una torta o una caramella ogni volta che se ne ha voglia, porta a molta insoddisfazione per sé stessi nel camerino. La stessa cosa vale per il ritardo: il prezzo dei “piccoli momenti piacevoli” si rivela troppo alto.

Motivo 6. Etichetta: “Sono sempre in ritardo”, “Sono disorganizzato”, “Sono un fallito, cosa ci posso fare? Non ci riuscirò mai”.

Se pensi queste cose di te, questa etichetta ti costringerà a “mantenere costantemente l’immagine” di qualcuno che è sempre in ritardo.

È così che si manifestano le ferite dell’infanzia. Molto spesso, viene fuori che queste frasi che ti girano in testa sono dette dalla voce di tua madre o di tuo padre. E tu continui a legittimare queste etichette, perché è così che ti chiamavano le persone più autorevoli della tua vita.

Motivo 7. Conflitto interno.

“Devo indossare i pantaloni o la gonna?”, “Forse, dopotutto, è meglio stirare una camicia?”, “Ho spento il ferro? Fammi andare a controllare.”

L’ansia inibisce notevolmente ogni azione, costringendoti a controllare e ricontrollare tutto più volte, oppure a cambiare la tua scelta, non fidandoti di te stesso.

Se stai leggendo questo articolo per risolvere il problema del ritardo, dovresti iniziare cercandone la causa. Per farlo, analizza tutti i casi in cui sei in ritardo e ricorda cosa pensi e senti in quel momento.

Le tue azioni successive dipenderanno da cosa causa esattamente il tuo ritardo. Ci sono, però, anche alcune raccomandazioni sempre utili.

• Spostare l’orologio in avanti di 5-10 minuti. Sì, un trucco così semplice è di grande aiuto per ridurre il numero di ritardi se sei sempre, letteralmente, in ritardo di “cinque minuti”.

• Pianifica la tua giornata in anticipo. Prepara vestiti e scarpe, raccogli i documenti necessari, consulta l’orario degli autobus e il percorso.

• Controlla la gestione del tempo: nella tua routine quotidiana, potrebbero esserci troppe attività che si sovrappongono.

• Togliti l’etichetta di ritardatario. Sostituisci le tue solite frasi con il loro contrario: “Sono bravo a gestire del tempo”, “Arrivo puntuale”, “La puntualità è importante per me”, “Rispetto il mio tempo e quello degli altri”.

• Cerca di essere onesto con te stesso e non inventare scuse per i tuoi ritardi.

• Assumiti la responsabilità della tua vita. Essere o non essere in ritardo è spesso una scelta, la gestione del tempo è sotto il nostro controllo (se escludiamo le vere emergenze).

• Prendi l’abitudine di essere puntuale. Per riuscirci, puoi utilizzare un habit tracker, una comoda applicazione per smartphone che consente di tenere traccia delle attività, degli obiettivi e delle ricompense. Segna sulla app ogni arrivo puntuale. Ad un certo punto, noterai sempre più successi, soprattutto se ti ricompensi con qualcosa di piacevole ogni dieci arrivi in orario.

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