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Come creare i tuoi confini emotivi?

Ogni cosa possiede dei confini: una casa, uno stato, un fiume, un lago, la pazienza… Anche le persone, ovviamente, hanno dei confini. Tuttavia, non tutti ne sono consapevoli, nonostante sia un argomento attuale e se ne parli molto.

I confini emotivi sono una barriera invisibile che protegge il mondo emotivo di una persona. È la linea di demarcazione tra le proprie emozioni e i propri sentimenti e le emozioni e i sentimenti delle altre persone.

Moltissimi individui non percepiscono il punto dove finisce la propria persona e inizia l’altro. Non hanno la capacità di separare i propri sentimenti dai sentimenti degli altri, perché non hanno avuto l’opportunità di apprendere questa abilità. Quando i genitori negano i sentimenti di un bambino, li svalutano, gli vietano di mostrarli, il bambino ne risente e ne porta gli strascichi fino all’età adulta. Il soggetto non è a conoscenza che un altro modo è possibile.

Parliamo più dettagliatamente delle violazioni dei confini emotivi.

1. “Perché sei imbronciata? Non vorrai mica arrabbiarti con tua madre?”, “Oh, guarda chi sta piangendo! Soffiati il naso e asciugati le lacrime, ti comporti come una femminuccia!”

Queste sono classici esempi di come si possono sopprimere le emozioni di un bambino. Nella nostra cultura, “i ragazzi non piangono” e alle ragazze non è permesso arrabbiarsi. Queste manifestazioni sono spesso duramente represse attraverso il veto diretto o la derisione (aggressione passiva).

In età adulta, le cose non sono molto diverse.

Marta stava divorziando da suo marito. L’iter è stato lungo e doloroso. Una volta la madre di Marta l’ha chiamata e l’ha sentita piangere. Marta era esausta, al limite di un esaurimento nervoso. La mamma di Marta è una signora riservata, nessuno l’ha mai vista piangere o mostrare una forte emozione. Con voce secca e aspra, ha ordinato a Marta di calmarsi e l’ha umiliata: “Non c’è bisogno di singhiozzare, è colpa tua. E se i tuoi figli ti vedessero in queste condizioni? Piangi di nascosto, non farti vedere da nessuno”.

2. “Perché piangere per queste sciocchezze?”, “E questo sarebbe un grosso problema? Riprenditi!”, “Dovrai fare un centinaio di questi concorsi canori!”, “Eravate amiche soltanto da sei mesi. Perché ti turba così tanto che abbia trovato una nuova amica?”

Eccola: la svalutazione che ci è tanto familiare. No, i tuoi sentimenti non sono così importanti. Sono eccessivi o sbagliati. Non ne vale la pena. Dai troppa importanza a ciò che sta accadendo.

Sono questi i messaggi “nascosti tra le righe”, ma è facile riconoscerli.

3. “Smettila di inventare le cose, non ho detto questo!”, “Stai correndo con la fantasia, tuo padre intendeva qualcosa di completamente diverso!”, “Credi soltanto di essere arrabbiato, ma non lo sei davvero”.

Queste frasi trasmettono il messaggio che i tuoi sentimenti sono errati (come è mai possibile?). Vengono messi in discussione. Il modo in cui ti senti è, per qualche ragione, “sbagliato”.

Durante le sedute con lo psicologo, una delle domande più frequenti è: “E se mi sentissi sbagliato?”. Questo è il risultato delle passate violazioni dei confini emotivi.

4. “Le brave ragazze non si comportano così!”, “Solo i figli cattivi parlano in questo modo ai loro genitori”, “Dovresti vergognarti dei tuoi sentimenti e delle tue parole”.

Chi di noi non si vergognava da bambino? Magari c’è qualche fortunato. Far vergognare è uno dei metodi meno efficaci nell’ottenere dei miglioramenti e uno dei più dannosi in termini di conseguenze. Far vergognare qualcuno significa manipolarlo. Arrabbiarsi è deplorevole, piangere è deplorevole, adirarsi in pubblico è deplorevole.

5. “Ci siamo ammalati”, “Vogliamo andare al parco giochi”, quando si parla di un bambino. “Non siamo dell’umore giusto”, quando si parla di un partner.

Anche traslare i propri sentimenti sulle altre persone è una violazione dei confini emotivi dell’altro. Molto spesso, le madri “si fondono” con i propri figli (anche adulti), intimamente convinte che i propri sentimenti siano gli stessi dei figli e agendo, inconsciamente, di conseguenza. Questa “fusione” consente loro di parlare a nome di un’altra persona. Questo non è giusto e rappresenta una violazione dei confini.

I confini emotivi sono fondamentali: ci danno la tranquillità e la protezione necessarie, preservano i nostri valori e ci permettono di provare sicurezza psicologica. La distanza psicologica non è facoltativa: è l’unico modo per mantenere la propria integrità.

Come puoi iniziare a costruire i tuoi confini, se finora, al loro posto, c’era un campo aperto?

○ Inizia a sviluppare l’intelligenza emotiva. Se ne sei sprovvisto, non hai alcuna possibilità di riuscita. Ti consigliamo di seguire il nostro corso “Intelligenza emotiva”: è molto efficace e può esserti di grande aiuto in questo compito. La parte teorica ti permetterà di conoscere tutte le emozioni e i sentimenti di base e la parte pratica ti porterà ad acquisire un livello completamente nuovo di EI.

○ Se i tuoi confini emotivi vengono spesso messi alla prova, devi analizzare il tuo atteggiamento nei loro confronti. Probabilmente neanche tu sei consapevole dei tuoi confini.

○ Familiarizza con le tue emozioni e i tuoi sentimenti, specialmente quelli difficili: rabbia, tristezza, risentimento, vergogna, rancore, senso di colpa, ecc. Studia il tuo atteggiamento nei confronti di questi sentimenti.

○ Esercitati a non dissolverti negli altri, a non perderti. Ad esempio, quando le esperienze di altre persone ti coinvolgono troppo, può essere di aiuto cercare di tornare consapevolmente alla realtà. “Io sono Nina. La mia amica è turbata ed io sono solidale con lei. Queste, però, sono le sue emozioni, non le mie. Non posso farmi travolgere da esse, ma posso sostenere la mia amica dall’esterno.”

A poco a poco, inizierai a “cogliere” le manipolazioni degli altri e i momenti in cui i tuoi confini vengono, in qualche modo, violati. Imparerai anche a non entrare nel territorio di qualcun altro, a non superarne i confini.

È una cosa molto importante per avere una vita armoniosa!

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